Tecnologia

Videoproiezione e videomapping

Non uno schermo: un ponte, una chiesa, una piazza.

La proiezione è il mestiere da cui veniamo — il primo lavoro, nel 1977, fu un lenzuolo teso nel chiostro di Santa Chiara ad Asolo. Da allora la superficie si è complicata: nel videomapping l'immagine non è rettangolare, è ritagliata sulla geometria reale di quello su cui cade.

Vuol dire rilevare la facciata, deformare il contenuto perché torni in squadra dal punto di vista del pubblico, sovrapporre più proiettori con il blending giusto e avere abbastanza lumen da vincere le luci della città. Palazzo dell'Orologio a Padova nel 2010, Tempio Canoviano nel 2019, Ponte di Rialto nel 2020.

Nel concreto

  • Proiettori laser ad alta luminosità per esterni e grandi superfici
  • Rilievo della superficie e warping sulla geometria reale
  • Blending fra più proiettori su facciate ampie
  • Retroproiezione e proiezione su superfici non convenzionali
  • Torri, ponteggi e postazioni protette per gli esterni
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